CASCINA MONACHE di Villosio Francesco

La storia

Nel 1984 nonno Pierino ha acquistato quello che un tempo era un vecchio convento e piano piano lo ha trasformato in un’azienda agricola. Il nome non è quindi casuale. La prima stalla è stata costruita nel 1997, quando si è unito il figlio Francesco, oggi titolare dell’attività. Sono seguiti, negli anni, vari interventi migliorativi, quali la costruzione della fossa di stoccaggio, il rifacimento del tetto e la creazione di un deposito per il fieno.

Oggi a Pierino e Francesco si è aggiunto Alberto, terza generazione di questa famiglia che condivide la passione per la terra e gli animali.

Il rispetto per l’ambiente, la cura dell’allevamento, i controlli sul latte

L’azienda coltiva autonomamente mais, erba medica e fieno, ricorrendo a un bassissimo livello di concimazione chimica, e utilizzando ciò che produce per nutrire gli animali, avendo raggiunto di fatto l’autosufficienza.  Esperti e alimentaristi zootecnici seguono costantemente l’allevamento, fornendo una puntuale consulenza.

Negli ultimi cinque anni Cascina Monache ha ridotto del 70% l’utilizzo di farmaci destinati al bestiame.
A differenza di quello che avviene in molti altri allevamenti, qui la mungitura viene praticata due volte al giorno anziché tre, per evitare stress e affaticamento alle mucche.
Il latte prodotto è sottoposto a controlli periodici da parte dell’ARAP (Associazione Regionale Allevatori Piemonte), da oltre 30 anni una delle più importanti realtà piemontesi per quanto riguarda l’attività di analisi sul latte e sui prodotti lattiero-caseari.

Il benessere animale

Cascina Monache rispetta il benessere animale secondo il “Metodo CReNBA”, un sistema di valutazione del benessere e della biosicurezza degli allevamenti, sviluppato dal Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA).

Questo metodo si basa sull’analisi di due grandi tipologie di indicatori:

1) non-animal based, correlati alle strutture e alla gestione dell’allevamento;

2) animal-based, in grado di misurare la risposta psicofisica dell’animale all’interazione con l’ambiente, cercando di individuare il suo livello di adattamento.

Il valutatore, annualmente, effettua le visite in cascina e con l’ausilio di una check-list attribuisce gradi di giudizio ai parametri non-animal e animal based.

Al fine di definire che in un allevamento mediamente tutti gli animali godano di buone condizioni di benessere, il CReNBA ha stabilito la necessità di raggiungere due obiettivi:

  • il valore complessivo del benessere animale deve essere pari o superiore al punteggio del 60%;
  • non devono essere presenti non conformità legislative (D. L. vo 126/2011; D. L. vo 146/2001; Reg. CE N. 853/2004).

Cascina Monache centra, da sempre, entrambi gli obiettivi.